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Otiti e barotraumi: le orecchie d’estate sorvegliate speciali
Otiti e barotraumi: le orecchie d’estate sorvegliate speciali
Non solo acqua, di mare o piscina, pressione atmosferica in aereo, oppure infezioni e infiammazioni. Ecco i consigli dell’esperto per vacanzieri e subacquei,
L'estate è sinonimo di viaggi, tuffi in mare, immersioni, escursioni in montagna e voli verso le mete di vacanza. Attività diverse tra loro, ma accomunate da un aspetto spesso sottovalutato: mettono le orecchie sotto stress. Quando si parla di disturbi auricolari estivi si pensa subito all'acqua. In realtà le cause sono molteplici e comprendono variazioni di pressione, infiammazioni della cute del condotto uditivo e infezioni favorite dall'umidità. Tra i problemi più frequenti ci sono i barotraumi, le dermatiti e le otiti.
Che cos’è il barotrauma
Il barotrauma è una lesione provocata dal mancato adattamento dell'organismo alle variazioni della pressione atmosferica. Può interessare soprattutto l'orecchio medio, ma anche i seni paranasali, ed è tipico delle immersioni subacquee, dei viaggi in aereo, degli spostamenti in alta montagna e, in alcune circostanze, anche dei lunghi percorsi in treno o in automobile caratterizzati da importanti dislivelli.
In condizioni normali, l'orecchio medio e i seni paranasali riescono a equilibrare la pressione interna con quella dell'ambiente esterno attraverso la tuba di Eustachio e gli osti dei seni paranasali. Se questo meccanismo è ostacolato da raffreddore, rinite allergica, sinusite o da una difficoltà di compensazione, si crea una differenza di pressione che può provocare dolore, senso di orecchio chiuso, riduzione dell'udito, epistassi o, nei casi più importanti, lesioni del timpano e della mucosa dei seni paranasali.
Non forzare la compensazione
La regola fondamentale è non forzare mai la compensazione. Se il dolore compare durante un'immersione, un volo o altre attività con rapide variazioni di pressione, è opportuno interrompere l'attività. Continuare significa aumentare il rischio di lesioni. Meno conosciute ma estremamente frequenti sono le dermatiti e gli eczemi del condotto uditivo, spesso alla base delle successive infezioni estive.
La pelle del condotto uditivo rappresenta una barriera protettiva naturale. Quando viene irritata dall'uso ripetuto di cotton fioc, auricolari, tappi per dormire, apparecchi acustici o da altre stimolazioni meccaniche del condotto, perde parte della sua funzione di difesa. A questo si aggiungono caldo, sudorazione, salsedine e cloro, che possono peggiorare l'infiammazione. I sintomi più comuni sono prurito, desquamazione, bruciore e fastidio persistente. In questa fase è importante evitare il fai-da-te e soprattutto non cercare sollievo introducendo oggetti nell'orecchio, perché si rischia di aggravare ulteriormente l'infiammazione.
L’otite del nuotatore
L'otite esterna, conosciuta come "otite del nuotatore", è una delle patologie più frequenti dell'estate. Contrariamente a quanto si pensa, il problema non è semplicemente la presenza di acqua nell'orecchio. Nella maggior parte dei casi l'infezione si sviluppa su un terreno già predisposto, dove la barriera cutanea è stata alterata da dermatiti, eczemi o microtraumi provocati dall'uso di cotton fioc, auricolari, tappi auricolari o altri dispositivi inseriti nel condotto uditivo. In queste condizioni, il contatto con acqua di mare, di piscina o con acque contaminate facilita la proliferazione di batteri o funghi. Il dolore può essere molto intenso, soprattutto quando si tocca il padiglione auricolare o durante la masticazione, e può associarsi a secrezioni e riduzione dell'udito. Una diagnosi precoce consente nella maggior parte dei casi una rapida guarigione ed evita complicanze.
Il tappo di cerume
Un altro inconveniente tipicamente estivo è rappresentato dai tappi di cerume. Molte persone partono senza alcun disturbo e, dopo una giornata di mare o piscina, si ritrovano improvvisamente con l'orecchio ovattato.
Il motivo è semplice: il cerume assorbe acqua, aumenta di volume e può ostruire completamente il condotto uditivo. Chi soffre di tappi ricorrenti dovrebbe effettuare una visita specialistica prima della partenza.
In presenza di dolore auricolare è importante evitare il fai-da-te. Cotton fioc, forcine o altri oggetti possono aggravare la situazione, provocare lesioni della cute o spingere ancora più in profondità un eventuale tappo di cerume. Anche l'utilizzo di gocce auricolari senza una diagnosi precisa è sconsigliato, soprattutto quando non è stata verificata l'integrità della membrana timpanica. Se il dolore persiste o si accompagna a riduzione dell'udito, secrezioni, acufeni, vertigini o febbre, è opportuno rivolgersi a un otorinolaringoiatra per individuare rapidamente la causa del disturbo e impostare la terapia più appropriata.
Regole per i subacquei
Per chi pratica immersioni subacquee il consiglio è ancora più specifico: in caso di difficoltà di compensazione, dolore durante la discesa o la risalita, oppure dopo un'immersione, è preferibile affidarsi a un otorinolaringoiatra con esperienza nella medicina subacquea. I barotraumi e le altre patologie correlate alle immersioni richiedono infatti una valutazione specialistica, sia per impostare la terapia più appropriata sia per stabilire quando sia possibile tornare a immergersi in completa sicurezza.
In vista delle vacanze estive, una visita otorinolaringoiatrica rappresenta un semplice ma efficace investimento in prevenzione, soprattutto per chi soffre di tappi di cerume ricorrenti, otiti, dermatiti del condotto uditivo, problemi di compensazione o pratica abitualmente immersioni subacquee. Individuare e trattare eventuali criticità prima della partenza permette spesso di evitare inconvenienti che potrebbero compromettere una vacanza o costringere a interrompere attività programmate.
Rinviare voli o immersioni
Un'ultima regola vale per tutti: è preferibile rinviare immersioni subacquee, voli, escursioni in alta quota e, più in generale, tutte le attività che comportano importanti variazioni di pressione quando si è raffreddati, si soffre di rinite allergica in fase acuta o di sinusite. Tentare di compensare forzatamente in queste condizioni aumenta il rischio di barotraumi dell'orecchio medio e dei seni paranasali. Bastano pochi giorni di attesa per ridurre significativamente il rischio di complicanze e vivere le vacanze in maggiore sicurezza.
* UOC Otorino - Ospedale Santa Rosa - ASL di Viterbo